I tempi e i costi di un'indagine difensiva non si leggono su un listino: dipendono dal perimetro dell'incarico — cosa va accertato, su quanti soggetti e luoghi, con quali attività — e si definiscono in un'offerta scritta personalizzata. Non esiste un prezzo standard per una ragione di metodo, non di reticenza: ogni mandato difensivo nasce da una strategia processuale diversa. Questo articolo spiega quali fattori incidono davvero su durata e spesa e come Investigazioni Discovery formula l'offerta, senza costi nascosti e con un perimetro definito fin dall'inizio.
Perché non esiste un prezzo standard
Le indagini difensive non sono un servizio a catalogo. Nascono dall'incarico di un difensore che, all'interno di un procedimento penale, deve cercare e individuare elementi di prova a favore del proprio assistito.
Dal momento dell'incarico, il difensore ha facoltà di svolgere investigazioni per ricercare e individuare elementi di prova a favore del proprio assistito.
Per acquisire informazioni il difensore può avvalersi di un investigatore privato autorizzato, che la legge include espressamente tra i soggetti legittimati a conferire con le persone informate sui fatti (art. 391-bis c.p.p.). Questo significa che l'attività investigativa è cucita addosso a una specifica linea difensiva: l'obiettivo non è "fare un'indagine", ma reperire l'elemento che serve a quel processo, in quel grado, entro i tempi processuali. Due procedimenti che a un occhio esterno sembrano simili possono richiedere attività completamente diverse. Per questo un tariffario uniforme sarebbe non solo impreciso, ma fuorviante.
I fattori che incidono sui tempi
La durata di un'indagine difensiva non dipende dal "tipo" di reato in astratto, ma dalla quantità e dalla reperibilità degli elementi da raccogliere. Alcuni fattori dilatano i tempi, altri li comprimono.
- Numero di soggetti e di luoghi coinvolti: più persone informate da escutere o più luoghi da accertare moltiplicano le attività e quindi le giornate di lavoro.
- Tipo di attività richiesta: un accertamento documentale ha una tempistica diversa da un'osservazione sul campo o dall'escussione di persone informate sui fatti, che dipende dalla loro disponibilità a conferire.
- Ricorrenza dei fatti da documentare: un comportamento abituale è osservabile in tempi più brevi di un evento occasionale, che impone attese e ripetizioni.
- Eventuali perizie forensi: accertamenti tecnici (informatici, fonici, documentali) seguono i tempi del laboratorio e del consulente, esterni all'attività di osservazione.
- Durata e termine del mandato: l'incarico ha un perimetro temporale; la fase processuale e le scadenze del difensore definiscono la finestra entro cui operare.
- Estensione territoriale: trasferte fuori dall'area di Milano allungano i tempi di spostamento e di organizzazione.
In pratica, i tempi si stimano a partire da una domanda precisa: che cosa, esattamente, deve risultare provato? È da lì — non da una media — che si ricava una previsione realistica.
I fattori che incidono sui costi
I costi seguono la stessa logica dei tempi: sono la conseguenza del perimetro, non una voce decisa a priori. Le componenti che li determinano sono concrete e verificabili nell'offerta.
- Complessità del caso: la difficoltà di reperire gli elementi (soggetti reticenti, luoghi poco accessibili, fatti da ricostruire a distanza di tempo) incide sull'impegno richiesto.
- Numero di operatori: un'osservazione che richiede più investigatori contemporaneamente ha un peso diverso da un singolo accertamento documentale.
- Tipo di attività: osservazione sul campo, escussione di persone informate, accertamenti documentali e perizie forensi hanno ciascuno un'incidenza propria.
- Durata dell'incarico: più si estende la finestra operativa, maggiore è l'impegno complessivo.
- Trasferte: gli spostamenti fuori sede comportano costi di logistica che vengono indicati in modo distinto.
Nessuna di queste voci si traduce in una cifra uguale per tutti. Tradurle in un preventivo è proprio il compito dell'offerta scritta: rendere visibile, prima di iniziare, cosa si fa e perché.
Come Discovery formula l'offerta e tutela il cliente
Il metodo di Investigazioni Discovery ribalta l'ordine delle domande: prima si definisce il perimetro, poi si quantifica. Mai il contrario.
Tempi e costi non sono mai una sorpresa. Si fissano in un'offerta scritta e personalizzata, costruita dopo aver definito finalità e perimetro dell'incarico. Nessun costo nascosto: le voci — attività, operatori, durata, eventuali trasferte — sono indicate in modo trasparente prima dell'inizio.
Il percorso è lineare e tracciabile in ogni passaggio.
Confronto con il difensore
si individua l'elemento di prova da ricercare a favore dell'assistito (art. 327-bis c.p.p.) e si definiscono finalità e perimetro.
Definizione dell'incarico scritto
attività ammesse, soggetti e luoghi, termine del mandato.
Offerta personalizzata
voci di attività, numero di operatori, durata prevista ed eventuali trasferte, indicate per esteso.
Svolgimento dell'attività nei limiti dell'incarico, con aggiornamenti al difensore.
Documentazione degli elementi raccolti in forma utilizzabile nel procedimento, secondo le norme sulle investigazioni difensive (artt. 391-bis ss. c.p.p.).
La trasparenza non è un argomento commerciale: è la condizione perché l'assistito e il suo difensore possano valutare il rapporto tra l'impegno richiesto e il risultato atteso, decidendo con cognizione di causa fino a dove spingere l'indagine.
Il legame col difensore e l'incarico ex art. 327-bis
Un punto va chiarito perché incide direttamente su tempi e costi: nelle indagini difensive il committente è la linea difensiva, non la curiosità del singolo. L'attività si innesta nel procedimento penale e si muove all'interno del titolo che la legge ha costruito apposta.
Le investigazioni difensive sono disciplinate dal Titolo VI-bis del Libro V del codice di procedura penale, introdotto dalla Legge 7 dicembre 2000, n. 397. È il difensore a conferire l'incarico e a indirizzare l'attività; l'investigatore privato autorizzato opera al suo fianco, nei modi previsti dagli artt. 391-bis e seguenti. Questo legame spiega perché il perimetro debba essere definito a monte, in accordo col legale: è lui a sapere quale elemento serve e a quale fase del processo. Più l'obiettivo è messo a fuoco con il difensore, più la stima di tempi e costi è precisa.
Investigazioni Discovery, con sede a Monza e operatività su Milano e su tutto il territorio nazionale, opera con autorizzazione della Prefettura di Milano (lic. n. 14681/12B15E) e affianca i difensori in questa cornice.
Domande frequenti
Quanto costa un'indagine difensiva?
Non esiste un prezzo standard. Il costo dipende dal perimetro dell'incarico — attività richieste, numero di soggetti e luoghi, durata del mandato, eventuali trasferte — e viene definito in un'offerta scritta personalizzata, costruita insieme al difensore dopo aver chiarito finalità e obiettivo. Discovery non comunica listini perché sarebbero fuorvianti rispetto al caso concreto.
Quanto dura un'indagine difensiva?
Dipende da cosa deve risultare provato. La durata è determinata dal numero di soggetti e luoghi, dal tipo di attività (un accertamento documentale ha tempi diversi da un'osservazione o da una perizia forense) e dalla ricorrenza dei fatti da documentare. La previsione si formula a partire dall'obiettivo concordato col difensore, non da una media.
Perché non c'è un tariffario pubblico?
Perché ogni mandato difensivo è diverso. L'indagine nasce da una strategia processuale specifica (art. 327-bis c.p.p.): l'attività utile a un procedimento può essere inutile a un altro. Un tariffario uniforme sarebbe impreciso. Per questo i costi si quantificano caso per caso, con voci trasparenti.
Posso sapere in anticipo cosa pagherò?
Sì. Prima di iniziare riceve un'offerta scritta che indica le attività, il numero di operatori, la durata prevista e le eventuali trasferte. Non ci sono costi nascosti: ciò che non è nell'offerta non viene addebitato.
Chi conferisce l'incarico, io o il mio avvocato?
Il difensore. Nelle indagini difensive è il difensore ad avere la facoltà di svolgere investigazioni a favore dell'assistito (art. 327-bis c.p.p.) e ad avvalersi di un investigatore privato autorizzato (art. 391-bis c.p.p.). Il perimetro si definisce insieme a lui, perché è il legale a sapere quale elemento serve al processo.
A chi devo rivolgermi per un'indagine difensiva?
A un istituto con licenza prefettizia che operi a fianco del difensore. Investigazioni Discovery ha sede a Monza, opera su Milano e in ambito nazionale con autorizzazione della Prefettura di Milano (lic. n. 14681/12B15E) e affianca i legali nelle investigazioni ex artt. 391-bis ss. c.p.p.
Per il quadro complessivo dell'attività investigativa al servizio della difesa, consulti il pillar Indagini in ambito penale; per la disciplina della facoltà del difensore e il ruolo dell'investigatore autorizzato, l'approfondimento Indagini difensive ex art. 327-bis c.p.p.. Per una valutazione del Suo caso e un'offerta scritta personalizzata, può contattare l'istituto insieme al Suo difensore.
A cura di Domenico Mele — Istituto Discovery, ex Commissario della Polizia di Stato, oltre 35 anni in Polizia Giudiziaria.